Questo magico luogo è situato nelle immediate vicinanze dell'abitato, Pietragalla, un paese lucano della provincia di Potenza, appartenente alla fascia orientale dell'Appennino Meridionale dell’Italia.
I “Palmenti”, oltre 200 cavità artificiali ricavate dal tufo per il contenimento dell’uva da pigiare e del mosto da fermentare, risalgono alla seconda metà dell’800. Il sito vista l’estensione si può considerare un vero e proprio “parco” di circa due ettari , quasi interamente visitabile attraverso un sentiero che s’inerpica fra le colline tufacee, attraverso il quale si può accedere alle singole cavità e ammirarne la bellezza. Nel percorso, un segnapassi luminoso rende la visita agevole e particolarmente suggestiva nelle prime ore della sera. L’area dei Palmenti può considerarsi una testimonianza rupestre appartenente al modo di vita della civiltà contadina, unica nello stile architettonico e per le proporzioni dell’agglomerato rurale.
Dal latino "paumentum", l'atto del battere e del pigiare, da cui deriva anche pavimento, i Palmenti di Pietragalla rappresentano un insediamento produttivo rurale storico, a metà tra il paesaggio agrario e l'urbano, significativo per l'omogeneità e l'estensione, per le caratteristiche costruttive e per la caratterizzazione formale dell'ambito su cui l'insediamento è sorto. Il sito, in posizione strategica tra l'antico borgo e le vigne, è costituito da un particolare sistema di grotte, per lo più ipogee, adibite alla trasformazione delle uve. Disposte in modo casuale, tipico delle costruzioni spontanee, le circa 200 grotte sono scavate nella roccia arenaria, perciò facilmente lavorabile.
Al suo interno si trova un complesso sistema di vasche a diverse quote, per la pigiatura dell'uva, la fermentazione e la spillatura del vino da trasferire per la conservazione nelle cantine situate nella zona nord del paese.
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